Regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche.

Sul sito dell'Agenzia in data 30 aprile 2018 è stato pubblicato il Provvedimento n. 89757/2018 con le norme tecniche per la piena attuazione della fattura elettronica tra privati che entrerà in vigore il 1° luglio per le cessioni di carburante e per i subappalti della Pa e da gennaio 2019 per tutte le operazioni. Si cerca di mettere a disposizione dei contribuenti tutto il necessario per questo agevolare questo adempimento.

Di seguito i punti principali del Comunicato:


Conservazione sostitutiva

I cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente, ai sensi del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014, le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il SdI, utilizzando il servizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate, conforme alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013.  Per usufruire del servizio di conservazione l’operatore aderisce preventivamente all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate.


Fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.

L’obbligo della fattura elettronica si estende anche nei confronti dei consumatori finali con regole semplificate per il recapito, ma con vincoli di forma e obbligo di consegna di un documento direttamente al cliente alla cassa.

La fattura elettronica deve comunque rispettare per il formato e il contenuto le regole previste per qualsiasi altro tipo di fattura elettronica. Unica differenza è per quanto riguarda gli elementi necessari per il recapito della stessa.

Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei consumatori finali sono rese disponibili a questi ultimi dai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate; una copia della fattura elettronica ovvero in formato analogico sarà messa a disposizione direttamente da chi emette la fattura.

Data di emissione.

La data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo “Data” della sezione “DatiGenerali” del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: la fattura elettronica scartata dal SdI si considera non emessa.

Data di consegna

Se il fornitore immette il 5 giugno una fattura datata 31 maggio, l’esigibilità del tributo è in maggio, ma la detrazione per il cliente è in giugno, anche se la fattura gli sarà attribuita in quest’ultima data, anteriore al giorno 16, in cui deve eseguire la liquidazione periodica.

Fatte queste premesse la fatturazione elettronica consentirà all’erario di aumentare l’incasso dell’imposta sul valore aggiunto, per effetto dell’accresciuta sfasatura tra Iva dovuta e quella detraibile.

Non dimenticando infine che la rivalsa è una disposizione di diritto civile e non tributario, e quindi rischiamo di avere liti nei confronti del fornitore che invia le fatture in ritardo.

Data di presa visione

Nel caso di messa a disposizione( per mancata ricezione) in area riservata della fattura, ai fini fiscali la data di ricezione della fattura è rappresentata dalla data di presa visione della stessa sul sito web dell’Agenzia delle entrate da parte del cessionario/committente.

Il SdI comunica al cedente/prestatore l’avvenuta presa visione della fattura elettronica da parte del cessionario/committente. 4.7

Nel caso di messa a disposizione in area riservata della fattura (in caso di consumatore finale o soggetto passivo che rientra nel cosiddetto “regime di vantaggio”) la data di ricezione coincide con la data di messa a disposizione. 

Data di messa a disposizione

Nel caso di messa a disposizione in area riservata della fattura (in caso di consumatore finale o soggetto passivo che rientra nel cosiddetto “regime di vantaggio”) la data di ricezione coincide con la data di messa a disposizione. 

Data ricevuta di scarto

Il SdI, per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti, effettua successivi controlli del file stesso. In caso di mancato superamento dei controlli viene recapitata – entro 5 giorni – una “ricevuta di scarto” del file al soggetto trasmittente sul medesimo canale con cui è stato inviato il file al SdI. La fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse.

Data di esigibilità e di detraibilità dell’imposta

Resta valido quanto più volte chiarito dall’Amministrazione finanziaria in merito alla data di esigibilità dell’imposta, identificabile con la data riportata nella fattura ai sensi degli articoli 21 o 21 bis del d.P.R. n. 633/1972.

In merito, invece, all’identificazione della data da cui decorrono i termini di detraibilità dell’imposta, la stessa viene identificata dalla data di ricezione attestata al destinatario dai canali telematici di ricezione ovvero dalla data di presa visione della fattura elettronica nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate in cui è stata depositata

Area riservata del sito web dell’Agenzia

La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari individuati dall’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente.

Recapito della fattura elettronica.

Per il recapito della fattura elettronica l’Agenzia delle entrate rende disponibile un servizio di registrazione, descritto al punto 8.1, “dell’indirizzo telematico” (vale a dire una PEC o un codice destinatario) prescelto per la ricezione dei file.

Il recapito inserito direttamente sul sito dell’Agenzia ha priorità sul recapito indicato dal fornitore.

QR-Code con le informazioni anagrafiche IVA rilasciato dall’Agenzia delle entrate.

Per agevolare l’automazione dei processi e ridurre gli errori nella fase di predisposizione della fattura, sarà disponibile un servizio web per la generazione di un QR-Code che, al pari della Tessera Sanitaria per i clienti privati, potrà essere mostrato dal destinatario all’emittente per consentire a quest’ultimo – se dotato di apposito lettore – di acquisire in automatico i dati identificativi IVA del cessionario/committente.

Sarebbe opportuno stampare tale Qr-code, predisposto dall’agenzia delle entrate, sul bigliettino da visita.

L’importanza del ruolo dell’intermediario

Come anticipato, la normativa prevede la possibilità di avvalersi di intermediari per la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche. In questo modo le aziende, pur rimanendo responsabili del contenuto delle fatture, vengono sgravate da tutto il peso dell’operatività.

L’intermediario permette di semplificare l’attribuzione della data consegna.

La data di ricezione non è presente nel file xml ma inserita in un file separato che viene inviato via pec o scaricato separatamente dall’area riservata dell’Agenzia delle entrate.

Il Cliente non deve iscriversi al SdI per ottenere il Codice Univoco Ufficio, potrà usare quello dell’ Intermediario. Sarà poi l’intermediario a instradare la fattura passiva al Cliente di riferimento utilizzando i dati presenti nel file XML.

Autofattura

Per la regolarizzazione dell’operazione secondo le lettere a) e b) di cui all’articolo 6, comma 8, del decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, il cessionario/committente trasmette l’autofattura al SdI compilando, nel file fattura elettronica, il campo “TipoDocumento” con un codice convenzionale, riportato nelle specifiche tecniche del presente provvedimento, e le sezioni anagrafiche del cedente/prestatore e del cessionario/committente rispettivamente con i dati del fornitore e i propri dati.

Trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere

Con riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori IVA residenti trasmettono le seguenti informazioni secondo il tracciato e le regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento: i dati identificativi del cedente/prestatore, i dati identificativi del cessionario/committente, la data del documento comprovante l’operazione, la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione), il numero del documento, la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione. 

La comunicazione di cui al precedente punto 9.1 è facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale

Nota di variazione

Nel caso in cui il cedente/prestatore abbia effettuato la registrazione contabile della fattura elettronica per la quale ha ricevuto una “ricevuta di scarto”, di cui al punto 2.4, dal SdI, viene effettuata – se necessario – una variazione contabile valida ai soli fini interni senza la trasmissione di alcuna nota di variazione al SdI. 

Trattamento dei dati

Le fatture elettroniche ovvero i loro duplicati informatici sono consultabili e acquisibili solo dall’utente titolare dei dati ovvero da un suo intermediario delegato.

In caso di attività di controllo, effettuate nel rispetto dei poteri di cui agli articoli 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e 32 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza possono consultare le fatture elettroniche e le note di variazione solo dopo aver preventivamente formalizzato apposita comunicazione al contribuente.

Firmare una fattura elettronica non è più obbligatorio

Ai fini della validità del documento elettronico viene previsto che l’autenticità e l’integrità della fattura elettronica inviata allo Sdi sarà garantita, certamente dalla firma digitale riscontrabile dallo Sdi, ma allo stesso tempo il sistema di interscambio accetterà anche l’e-fatture non firmate digitalmente e creerà sempre un hash (della fattura) che andrà nelle notifiche e nel file metadati (l’hash fa fede ai fini dell’integrità della fattura elettronica).

La firma rimane comunque fortemente consigliata, chiunque in modo semplice potrebbe emettere  fatture a nome nostro per scaricarsi costi e iva, soprattutto se i dati transitano dal commercialista.


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