Fatturazione elettronica, primi dati statistici

C'è ancora uno scarto tra numeri potenziali e reali, ma la fattura elettronica comincia ad entrare a regime.

Doveva essere il primo vero grande passo verso la digitalizzazione della pa , e dopo i primi tentennamenti, potrebbe in effetti esserlo.

Nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica dal Politecnico di Milanosono stati distribuiti i primi dati statistici sulla fatturazione elettronica: 22 mila enti pubblici e 7,7 milioni di fatture elettroniche già trasmesse sono una buona base.

 

Il raffronto tra l’elenco dei fornitori delle pa e coloro che fino ad oggi hanno spedito con fattura elettronica è molto marcato, solo 300 mila imprese hanno già inviato una fattura elettronica, quando sono circa 2 milioni i fornitori attesi.

In realtà, secondo il  dettagliato studio del politecnico di milano, il processo di innovazione digitale all’interno della PA è stato innescato e con numeri positivi. Man mano che si va a regime diminuiscono anche i problemi e i casi irrisolti. Da quando è scattato l’obbligo per le pubbliche amministrazioni, 42 mila uffici sui 53 mila totali hanno ricevuto 7,7 milioni di fatture già trasmesse al Sistema di Interscambio e il tasso di scarto (indicatore utile a misurare l’efficacia del sistema) si è progressivamente ridotto fino a raggiungere il 10% del totale nel mese di maggio, rispetto ai valori tra il 20% e il 17% dei due mesi precedenti. Il sistema si va assestando verso 50 milioni di fatture che ogni anno i fornitori invieranno alle Pubbliche Amministrazioni loro clienti. La differenza tra i fornitori che hanno già spedito questo tipo di fattura e gli altri sta nella continuità, le aziende che lavorano con le pa non sono più di centomila, averne quindi già tre volte di più dà ragione a chi crede in questo sistema.

 

L’obbligo di fatturazione elettronica verso la pa ha portato fermento anche nel mercato dell’offerta di questi servizi. Si è creato un intero nuovo settore, piuttosto frammentato e interessante. Dei 200 provider in maggioranza, nel 32,5% dei casi, si tratta di fornitori di soluzioni di gestione elettronica documentale e Business Process Outsourcing (BPO), seguiti dai fornitori di gestionali che hanno sviluppato nuovi strumenti per “adattare” i prodotti esistenti a gestire anche la e-fattura (21%). Il 10% poi è costituito da fornitori di servizi a supporto delle relazioni B2b e un altro 10% sono startup focalizzate sulla fatturazione elettronica. Sono presenti anche operatori bancari (7%) che integrano l’offerta con i sistemi di pagamento e a volte propongono soluzioni di finanziamento innovative, operatori postali e i System Integrator (5%). Non mancano poi le autorità di certificazione, le Telco e i fornitori di servizi di intermediazione amministrativo-fiscale, che complessivamente arrivano al 7% dei provider.

 

Le differenze di prezzo per singola fattura sono altissime, e c’è chi approfitta della scarsa informazione. 

 

 

School of Management del Politecnico di Milano fonte


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