Fattura elettronica tra privati: obbligo dal 2019


Dal 2019 l'obbligo di fatturazione elettronica si allarga anche ai rapporti tra privati. A scandire le tappe della diffusione della e-fattura è il disegno di legge di Bilancio 2018 che martedì approderà in Aula alla Camera. L'obbligo di fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione era scattato a giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali previdenziali e il 31 marzo 2015 era stato allargato a tutta la Pa. Manca ora l'ultimo step: la diffusione della e-fattura alle operazioni business-to-business (B2B).

Dunque, nell'ambito dei rapporti tra privati, a partire dal 1° gennaio 2019, per la cessione di beni e di servizi tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio italiano, sarà obbligatoria l'emissione di fatture attraverso il Sistema di interscambio, ossia il sistema informatico, gestito dall'Agenzia delle Entrate, attraverso cui attualmente vengono inoltrate le fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie, già aperto alle fatture tra privati dal 1° gennaio 2017.

Attualmente, infatti, il contribuente può già scegliere di servirsi della fattura elettronica anche verso clienti privati, godendo, così, di alcuni vantaggi dal punto di vista fiscale. In particolare, attualmente, esiste la possibilità di optare per la trasmissione telematica e trimestrale dati di tutte le fatture emesse e ricevute (comprese le eventuali variazioni) all'Agenzia delle Entrate come alternativa agli obblighi del nuovo spesometro (quest'ultimo comporta la comunicazione telematica trimestrale sia dei dati delle fatture emesse e ricevute che dei dati delle liquidazioni periodiche Iva). Oggi chi opta per la trasmissione trimestrale dei dati delle fatture, alternativa al nuovo spesometro, può anche decidere di far arrivare all'indirizzo delle Entrate i dati delle fatture allargando il perimetro della e-fattura anche ai rapporti con i privati. In tal caso il Fisco acquisisce i dati delle fatture attraverso il suo Sistema di Interscambio.


Dall'opzione all'obbligo

In definitiva, il sistema della e-fattura tra privati, attualmente facoltativo, e incentivato attraverso alcuni vantaggi - come la l'riduzione di due anni dei termini per gli accertamenti in materia di Iva e imposte dirette e accelerazione per le procedure di rimborso dell'Iva - si appresta a diventare un obbligo diffuso, che escluderà - stando a quanto attualmente prevede il disegno di legge di Bilancio in esame alla Camera - chi è nel regime di forfetario (quello introdotto dalla legge di Stabilità 2015 che prevede un'imposta sostitutiva al 15 per cento) o chi applica ancora il regime di vantaggio (quello introdotto dal Dl 98 del 2011e che prevede un'imposta sostitutiva al 5 per cento).

Alcuni vantaggi fiscali - oggi previsti per chi opta per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute (anche attraverso il Sistema di insterscambio) - il disegno di legge di Bilancio prevede di applicarli a quei contribuenti che garantiscono, nei modi che saranno stabiliti con un decreto ministeriale, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare superiore a 500 euro. In particolare per tali soggetti i termini di decadenza per gli accertamenti in tema di Iva e di imposte sui redditi saranno ridotti a due anni.

Quando la novità della e-fattura tra privati sarà a regime, in caso di violazione dell'obbligo la fattura si considererà non emessa e saranno previste sanzioni pecuniarie.


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